Il vecchio casale

La struttura nasce da una integrale ristrutturazione di fabbricato rurale

realizzato con strutture antisismiche portanti in cemento armato .

Il Collaudo Statico / Sismico è del 06/02/2006 dep. alla Provincia di Terni in data 07/02/2006.

Il fabbricato è situato in zona sismica di fascia secondaria dista dalle zone sismiche di faglia appenninica da 80/90 Km sino a circa 200Km in linea retta. Questa zone di faglia tristemente famosa ha innescato eventi quali quello dell'Aquila del 2009 a quello recente di Agosto / Ottobre 2016. Detti terremoti sono maggiormente individuabili nelle zone a confine tra Umbria-Lazio-Marche. San Venanzo è invece situato quasi al confine tra Lazio e Toscana e fortunatamente al momento poco o nulla ha risentito degli eventi di cui sopra, enormemente meno di quanto invece sia stato avvertito nelle aree di  Roma.

Gli eventi sismici della zone cosidetta rossa sono storicamente delle costanti sin da quando è iniziata una catalogazione sistematica dei terremoti (epoca guerre puniche)  mentre zone quali l'orvietano (3° fascia) storicamente sono zone con il minor numero sismi registrati.

Il casale è attualmente composto di vari corpi di fabbrica che nel tempo hanno trovato una sistemazione armonica. Abbiamo 11 camere matrimoniali compresa una Suite con 4 posti letto; In torretta abbiamo una splendida camera con bagno con vista a 360° e vi si accede tramite una antica scala a chiocciola in ghisa. Al primo piano si trovano otto camere con bagno. Al piano terra con affaccio sul giardino dei daini, vi sono due camere con bagno, la sala colazioni e ristorante con un grande camino, la reception ed all'esterno i portici con una terrazza grande e panoramica, con vista a 360 gradi.

 

UN PO' DI STORIA...

Il territorio del comune di San Venanzo era parte dello Stato Pontificio, un ricordo che ci portiamo ancora dietro è il pane 'sciapo': per sfuggire alla 'tassa sul sale' imposta da Papa Paolo III Alessandro Farnese, il popolo ricorse all'espediente, che oggi qualifica e distingue gli umbri, di fare il pane sciapo.

olivastrella
I casolari cominciarono a sorgere in zona tra il XVI ed il XVII sec., con l'avvento della mezzadria; costruiti pietra su pietra, quasi sempre posti su dei crinali al centro del podere con l'entrata posta ad est (al sorgere del sole), erano generalmente strutturati in due zone: uno destinata a ricovero degli animali, l'altra ad abitazione. La stalla era il centro di interesse maggiore. 
Il podere Olivastrella faceva parte del giro del prete per la benedizione delle case di San Venanzo all'inizio del secondo giorno; il prete di buon mattino con il sacrestano e l'asino partivano con passo spedito diretti al podere del "Sorce" dal soprannome del colono del tempo.
Il casolare è situato a circa 1.700 mt in linea d'aria da San Venanzo e la strada poderale si diparte alla destra dell'edicola della Madonna di Lourdes posta sulla S.S. 317.

Era un casolare che originariamente aveva forma rettangolare successivamente modificata per le sopraggiunte esigenze familiari del mezzadro.

Il nome "Olivastrella" deriva dal diminutivo del termine olivastro che è un arbusto sempre verde simile al leccio.
Il podere fu abbandonato intorno ai primi anni '50 e così è rimasto per molto tempo, sino alla nuova proprietà che ha intrapreso opere di ristrutturazione ed ha recuperato tutte le attività agricole, sia di produzione che di allevamento. In queste terre è ancora possibile ritrovare la tipica atmosfera della vita di campagna; le amichevoli discussioni dei vecchietti, le trattative serrate e combattute sino all'ultimo centesimo, ma concluse con una stretta di mano, il cibo ed il vino genuino sono ancora valori importanti ed è per questo che da noi ritroverete i sapori di una volta, il profumo del focolare, la genuinità dei nostri prodotti biologici.